DILETTANTI: VENTI STORIE SURREALI DI DONALD BARTHELME

Uscito nel 1976, Dilettanti è un libro che raccoglie venti racconti di Donald Barthelme (1931-1989), giornalista e scrittore considerato tra i principali esponenti del postmoderno statunitense nonché ispiratore di vari autori della generazione successiva, come David Foster Wallace. Si tratta di storie brevi, spesso brevissime, che soltanto talvolta utilizzano una trama che si può considerare tradizionale ma in genere si sviluppano lungo uno scheletro dialogico con squarci a tratti grotteschi quando non addirittura surreali. Dilettanti è un libro quasi sempre strano se non bizzarro: assortisce racconti che a volte parlano di toreri, di genitori che hanno appena perso un figlio, di sergenti, di presidi oppure di tranci di pesce spada, di un esercito di porcospini in rapido avvicinamento, dei preparativi per l'impiccagione di un comune amico o di un uomo che vende palloncini solo ad adulti, insomma, curiose allucinazioni che sembrano venute fuori dal nulla eppure riescono a vivere nell'arco di una storia. Se si considerano i racconti per le modalità con cui sono narrati, nel loro insieme sembrano ancora più assurdi e stravaganti: si passa da lettere confessionali a flash esistenziali, da squarci di linguaggio burocratico a riflessioni filosofiche, dal lessico televisivo al flusso di coscienza. Si arriva alla fine del libro e viene da chiedersi "Qual è il senso di quello che ho letto?" ma dura solo un attimo, poi non si può che realizzare che l’autore abbia voluto esemplificare il guazzabuglio informativo in cui viviamo ancora oggi. L'assurdo è che Barthelme riusciva a intuirlo molto, molto tempo prima dei giorni nostri: chissà cosa avrebbe da dire oggi riguardo all'era dei social media, che nello scrolling continuo di tanti utenti-dipendenti tratteggiano un quadro ancora più allucinante di quello che emerge da Dilettanti… Detto questo, nella raccolta corre l'obbligo di segnalare alcune gemme che emergono dal generale clima di destrutturata disarmonia che caratterizza il libro, come il racconto programmatico d'apertura Il nostro lavoro, e perché farlo, il progetto follemente lucido di esecuzione pubblica al centro di Alcuni di noi avevano minacciato il nostro amico Colby, piccoli gioielli di surrealismo quali Ho comprato una cittadina e Porcospini all'università, mentre l'indiscusso capolavoro risulta La scuola, forse il racconto più lineare del libro, che tratteggia una disperata e assurda richiesta di affetto da parte di una classe di alunni in un periodo davvero sconvolgente e senza speranza all’orizzonte. Insomma, Barthelme sembra suggerirci che la nostra vita è assolutamente senza senso e quasi sempre ma, a pensarci bene, è anche tremendamente divertente a considerarla da questa prospettiva, no? Da provare.

Donald Barthelme, Dilettanti, Roma, minimum fax, 2015; pp. 177

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