IL POTERE ASSOLUTO: IL ROMANZO D’ESORDIO DI DAVID B. FORD

Avvocato, classe 1960, l’americano David Baldacci Ford ha esordito nel 1996 con Il potere assoluto, un originale thriller che costringe il lettore a calarsi in una prospettiva atipica e a lasciarsi catturare da una storia che presenta un irresistibile crescendo di colpi di scena. Tutto inizia quando l’anziano ladro di appartamenti Luther Whitney, dopo un articolato sopralluogo alla villa del suo prossimo furto, passa all’azione e senza difficoltà apparente supera il sistema d’allarme all’avanguardia del suo obiettivo. Tutto sembrerebbe procedere senza problemi di sorta perché la villa in questione dovrebbe essere disabitata, ma a sorpresa qualcuno decide di rincasare a notte fonda e il buon Luther si ritrova involontariamente intrappolato dentro una stanza nascosta dietro uno specchio della lussuosa camera da letto padronale: infatti poco dopo la giovanissima moglie dell’anziano miliardario proprietario della villa, Walter Sullivan, apre la porta ed entra nella stanza visibilmente alticcia in compagnia di un adultero in cui il vecchio ladro stenta a riconoscere il presidente degli Stati Uniti (a cui egli stesso ha dato il suo voto), anche lui piuttosto ubriaco. In breve il convegno amoroso degenera in un violento alterco e la giovane viene freddata dalle due zelanti guardie del corpo presidenziali. A quel punto Gloria Russell, l’efficientissima responsabile dello staff, prende in mano la situazione insabbiando tutto. Il problema è ovviamente il testimone oculare nascosto dietro lo specchio, di cui tutti si accorgono soltanto in un secondo momento: l’anziano topo di appartamenti cercherà ragionevolmente di far perdere le sue tracce col malloppo o cercherà di fare la cosa giusta? Proverà a dargli una mano l’avvocato in ascesa Jack Graham, ex fidanzato di sua figlia Kate, divenuta procuratore per sbattere dietro le sbarre i criminali come il padre, a cui non parla da una vita… Da questi presupposti si sviluppa una gran bella storia dalle tinte noir in cui un criminale dal buon cuore cerca di lottare contro un potere apparentemente assoluto per puro senso della giustizia. Il ritmo narrativo diventa letteralmente indiavolato a metà romanzo fino al sorprendente finale. Sembra una storia fatta apposta per il grande schermo e infatti Il potere assoluto l’anno successivo all’uscita è divenuto l’omonimo film diretto e interpretato da Clint Eastwood, giusto con qualche aggiustamento sul fronte della trama, sfoltita sul fronte del cast ma non meno intrigante. Da leggere.

David B. Ford, Il potere assoluto, Milano, Mondadori, 1997; pp. 509

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