L’APPRENDISTATO DI J.R. MOEHRINGER AL BAR DELLE GRANDI SPERANZE
Ha un titolo che suona tremendamente dickensiano Il bar delle grandi speranze , che segna l’esordio nella narrativa da parte del giornalista newyorchese J.R. Moehringer, classe 1964, corrispondente del “Los Angeles Times” nonché vincitore del Pulitzer 2000 nella sezione dedicata al giornalismo di approfondimento e di costume. L’opera prima del coautore di Open (scritto a quattro mani con l’ex tennista Andre Agassi) è un romanzo di formazione e, strano a dirsi, per una volta la traduzione italiana del titolo risulta per certi versi un miglioramento rispetto all’originale The Tender Bar , che suona un po’ come “Il bar della tenerezza”. La struttura del romanzo è bipartita e suddivisa in quarantaquattro capitoli aperti da un prologo e chiusi da un epilogo: la trama sostanzialmente racconta cronologicamente l’infanzia, l’adolescenza e la giovinezza dell’autore dai sette fino ai venticinque anni di età, con un salto conclusivo al 2001 nella New York sconvolta dall’attentato alle torri geme...